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Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati


Catechesi sulle Beatitudini: 3. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati (Mt 5,4). Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Abbiamo intrapreso il viaggio nelle Beatitudini e oggi ci soffermiamo sulla seconda: Beati quelli che sono nel pianto, per...



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Kenneth Zimmerman

E’ possibile trovare una strada per la felicità attraverso la seconda beatitudine: “Beati quelli che piangono, perché saranno consolati”? Secondo Anselm Grün in “Felicità beata” (edizioni San Paolo) è possibile e per comprenderla bisogna risalire a cosa realmente Gesù voleva indicare con questa beatitudine.. IL LUTTO. Chiariamo subito: coloro che piangono sono quelli che hanno. Verrà da un capovolgimento della loro situazione: Gesù ci ha rivelato che nel giudizio quelli che non hanno conosciuto il pianto, e anzi hanno riso e mai si sono accorti delle lacrime del prossimo, questi piangeranno. Ecco perché in Luca la beatitudine: «Beati voi, che ora piangete, perché riderete» (Lc 6,21), è seguita dall. Beati quelli che sono nel pianto perché saranno consolati. 06/10/ 2, parola2 segreteria. Print PDF. La prostituta (Lc 7, ) 36 Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. “Saranno consolati”: è la promessa di Gesù. E il verbo al passivo – ci insegnano i biblisti. [3] «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. [4] Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. [5] Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. [6] Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. [7] Beati i misericordiosi, perché . Parlando della sofferenza, papa Francesco ha ricordato il passo delle beatitudini dove si legge “Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati” (Mt 5,4). E ha spiegato che la sofferenza è una condizione della vita terrena che non manca a nessuno. Abbiamo intrapreso il viaggio nelle Beatitudini e oggi ci soffermiamo sulla seconda: Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Nella lingua greca in cui è scritto il Vangelo, questa beatitudine viene espressa con un verbo che non è al passivo – infatti i beati non subiscono questo pianto – ma all’attivo: “si affliggono”; piangono, ma da dentro. Matteo Capitolo 5 Discorso della montagna. Le beatitudini [1] Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. [2] Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: [3] «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. [4] Beati quelli che Continua a leggere Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Il dolore prolungato, che avvolge l’esistenza, sono lacrime urlate nelle infinite croci che travagliano i singoli, i popoli, la terra. Queste lacrime fanno il gemito dell’universo, con esse Dio scrive storie di salvezza. Gesù ci ha detto: beati coloro che sono nel pianto perché saranno consolati. E Lui conosceva bene il sapore. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati. «Beati quelli che sono nel pianto (“gli afflitti”) perché saranno consolati» (Mt 5,4) Leggiamo il testo. È tra le beatitudini che meglio esprimono il paradosso delle parole di Gesù: una situazione negativa, che procura afflizione, riconosciuta come motivo di apprezzamento, di rallegramento (“Beati ”), non a. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Page précédente: Cose da salvare in caso di incendio
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